Quando
Dal 28 marzo al 30 marzo 2025
Dove
via Leonardo Bruni, 4
presso La Bottega di Infoto
Firenze
Durata
Workshop di 3 giorni:
Venerdi 28 marzo ore 20.30-22.30
Sabato 29 marzo ore 09.00-20.00
Domenica 30 marzo ore 09.00-12.30
Costo:
CORSO COMPLETO
Iscrizione: minimo 5 partecipanti – massimo 10 partecipanti
Workshop “NON LUOGHI la solitudine in mezzo alla gente”
Per l’antropologo francese Marc Augè il “non-luogo” è “uno spazio che non può definirsi né identitario né storico, luoghi che non integrano in sé nessun segno di antichità”. In parole semplici il non luogo è uno spazio costruito per un bene specifico, ma che elimina completamente la relazione tra individui. L’utopia della grande metropoli che avrebbe dovuto migliorare la vita dei suoi cittadini si è rivelata essere una distopia, in cui l’uomo diventa prigioniero delle abitudini, dei ritmi, trasformandosi da cittadino emancipato a “cittadino in gabbia”. Il programma è ben articolato e comprende nozioni di teoria ed esercitazioni pratiche, seguite da momenti di lettura e valutazione finale tramite video-proiezioni di immagini digitali. L’argomento verrà trattato attraverso la conoscenza di autori e di importanti tendenze fotografiche e si concluderà con una proiezione comune delle immagini, precedentemente scelte in accordo con il corsista, seguita da lettura e relativa valutazione.
Spazi in cui le persone si incrociano, si vedono, senza mai entrare in relazioni di scambio, spinti da un desiderio incontrollato di consumare o di accelerare le proprie azioni quotidiane.
Un fenomeno dei nostri tempi, che la fotografia ha il dovere di rappresentare. Con questo workshop intendiamo dare, a questi luoghi, una connotazione diversa da ciò che generalmente simboleggiano
A chi è rivolto
– ai fotografi a quanti posseggono una conoscenza base della fotografia e dell’uso dei programmi di elaborazione immagini (Lightroom, Photoshop, etc). I partecipanti dovranno essere muniti della propria attrezzatura fotografica ed essere autonomi negli spostamenti.
La parte teorica sarà affiancata dalla parte pratica tramite shooting in strada, sia con il docente che in semi autonomia, finalizzata all’esprimere il proprio stile.
Argomenti trattati:
– Il concetto di spazio
– Utopia del non luogo
– Storytelling in viaggio
– Altri esempi
Metodologia adottata:
– utilizzo di video-proiezione multimediale.
– riprese fot. (nei tempi concordati) a seguire photo-editing individuale per scegliere un campione
significativo da proiettare con lettura e valutazione alla presenza di tutti i corsisti (parte pratica).
Programma
Venerdì (momento teorico):
– ore 20,30/22,30 Presentazione delle “Finalità del workshop e scelte operative”
video-proiezione didattica multimediale sul tema del workshop (momento teorico).
Sabato (momento pratico):
– ore 9,00/13,00 mattinata dedicata alle riprese fotografiche individuali e/o collettive
– ore 15,00/20,00 (nei tempi concordati) discussione collegiale e photo-editing (con ciascun corsista) sul materiale prodotto, per
scegliere un campione significativo da leggere e commentare, la domenica mattina.
(Se necessario, possibile prosecuzione dei lavori nei tempi da concordare).
Domenica (momento pratico/teorico):
– ore 9.00/12.00
Proiezione dei lavori, con lettura e valutazione, dell’opera di ciascun autore
– ore 12,00/12,30
conclusione dei lavori.

©Giancarlo Torresani
Il docente
Giancarlo Torresani
Direttore Dip. Didattica (ex DAC Dipartimento Attività Culturali) e docente FIAF. Il Portfolio è un gruppo omogeneo di fotografie – preferibilmente riferite ad un unico “nucleo narrativo” – finalizzato a esprimere un preciso significato, una sola idea centrale. Cerco di spiegare le parole “nucleo narrativo”. Le situazioni presentate in una importante mostra fotografica, in un romanzo o in un film, sono suddivise in capitoli, in singoli episodi aventi una struttura autonoma. Io intendo per “nucleo narrativo” proprio un episodio “singolarmente e contestualmente narrabile”, e vedo il portfolio come un’opera essenzialmente costruita attorno a un solo nucleo narrativo. Il ragionamento – in realtà – è più complesso e si presta anche ad altre conclusioni; ma l’idea base è valida e può servire come riferimento. L’espressività, in un portfolio, nasce essenzialmente dall’accostamento delle foto. E’ l’”accostamento” che finalizza, riassume e amplia in un’unica idea-significato, la successione dei significati delle singole immagini. Giancarlo Torresani, da sempre interessato ai processi comunicativi, svolge attività di operatore culturale nell’ambito della comunicazione visiva come critico ed esperto in lettura di portfolio. Organizza e conduce stage, seminari, workshops a tema, corsi di lettura e valutazione dell’immagine presso scuole, istituzioni pubbliche, club fotografici. Collabora con alcune riviste di settore nella realizzazione editoriale di opere nell’ambito della fotografia d’autore. Socio Onorario UIF (Unione Italiana Fotoamatori) dal 2012. Delegato Prov. e Regionale (1984/’99), Consigliere Nazionale FIAF (1999/’08), già Direttore del “Dipartimento Attività Culturali” (1999/’10) e del “Dipartimento Didattica” (2010/’14). Insignito BFI “Benemerito Della Fotografia Italiana” (1986), riceve dalla FIAP l’onorificenza ESFIAP «Excellence FIAP Pour Services Rendus» (1997). Nel 2002 viene insignito Sem.FIAF «Seminatore FIAF in riconoscimento della sua lunga e proficua opera di insegnamento a favore della fotografia. Nell’ambito della manifestazione “TrapanInFoto” 2012 riceve il Premio alla Cultura Fotografica “Salvatore Margagliotti”.
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