Quando
Domenica  12 aprile 2026 – lezione in presenza
Martedì 14 aprile 2026
Martedì 21 aprile 2026
Martedì 28 aprile 2026
Martedì 5 maggio 2026
Dove
La lezione del 12/4 presso la Bottega di Infoto
Le altre lezioni si svolgeranno on line con Zoom
Durata
Workshop  di  5 giorni:

Domenica 12 aprile ore 10.00-13.00

Martedì      ore 21.00-23.00

Modulo iscrizione
Costo:

Il costo del ciclo:
€ 150 compreso iscrizione a Infoto
€ 120 per i soci di Infoto

Iscrizione:  minimo 5 partecipanti  – massimo 10 partecipanti

Workshop fotografico sulla casualità e sullo sguardo.

Il progetto nasce dall’osservazione di un fenomeno semplice ma profondo: spesso ciò che cerchiamo esiste già davanti a noi, ma non lo riconosciamo perché non corrisponde alla forma che avevamo previsto. Il workshop utilizza la fotografia come campo sperimentale per esplorare il rapporto tra aspettative, controllo e capacità di riconoscere valore in ciò che accade in modo imprevisto. Non si tratta di un corso tecnico di fotografia. La fotografia viene utilizzata come linguaggio accessibile e immediato per rendere visibili alcuni meccanismi cognitivi e percettivi che riguardano il modo in cui interpretiamo la realtà. Non sono richieste competenze fotografiche specifiche. Il workshop è aperto a chiunque sia interessato a esplorare il tema della casualità attraverso le immagini. È possibile utilizzare qualsiasi strumento fotografico a disposizione, dallo smartphone alla fotocamera, perché in questo percorso lo strumento non è l’elemento centrale: ciò che conta è il modo in cui si osserva e si interpreta ciò che accade. Il workshop è rivolto a un pubblico trasversale: fotografi, creativi e persone curiose interessate ai processi di osservazione, interpretazione e consapevolezza.

Obiettivo del Laboratorio

L’obiettivo del workshop è accompagnare i partecipanti a esplorare il ruolo della casualità nella fotografia e a comprendere come l’imprevisto possa diventare una risorsa narrativa e progettuale. Attraverso un percorso guidato, ogni partecipante sviluppa un progetto fotografico personale basato sul concetto di casualità. Il workshop propone un lavoro progettuale individuale in cui ogni partecipante individua il proprio modo di esplorare e rappresentare la casualità attraverso la fotografia.

Struttura del workshop

Il workshop è composto da 5 incontri da 2 ore ciascuno, con cadenza settimanale (1 incontro in presenza e  4 incontri online su Zoom).

Il primo incontro in presenza si svolge il giorno successivo alla presentazione del libro di Giorgio Cosulich sul Giappone. L’esperienza della presentazione rappresenta infatti il punto di partenza concettuale del corso, in quanto mette in evidenza il rapporto tra aspettativa e realtà e il modo in cui ciò che cerchiamo può esistere sotto forme inattese.

Il primo incontro è dedicato a:
• presentare gli obiettivi del corso
• introdurre il concetto di casualità in fotografia
• discutere in che modo il caso può influenzare e generare immagini significative
• avviare un brainstorming collettivo

Durante questo incontro i partecipanti iniziano a individuare il tema o il dispositivo fotografico del proprio progetto personale. L’obiettivo è trovare un modo concreto per lavorare con la casualità all’interno di un progetto fotografico.

Alcuni possibili approcci possono essere, ad esempio:
• fotografare sempre lo stesso luogo a un’ora precisa
• documentare una situazione ricorrente nel tempo
• osservare come uno stesso spazio cambia in modo imprevedibile
• costruire un dispositivo fotografico che lasci spazio al caso

Ogni partecipante sarà invitato a trovare il proprio punto di accesso al concetto di casualità. Per chiarire cosa significa sviluppare un progetto fotografico basato sulla casualità, durante il brainstorming verranno presentati alcuni esempi concreti come quelli che seguono:
Esempio 1 – Lo stesso luogo, eventi diversi
Fotografare ogni giorno lo stesso angolo di strada alla stessa ora, con la stessa inquadratura. Il luogo rimane identico, ma ciò che accade cambia continuamente: persone che passano, persone che ritornano, condizioni di luce diverse, piccoli eventi imprevisti, interazioni inattese. Il caso entra nell’immagine attraverso ciò che accade nello spazio osservato.
Esempio 2 – Un rituale quotidiano osservato nel tempo
Fotografare la tavola da pranzo ogni sera prima di mangiare. Pur partendo dallo stesso gesto quotidiano, gli elementi cambiano: piatti diversi, presenze o assenze di persone, oggetti lasciati sul tavolo, luce naturale o artificiale. Il progetto diventa una narrazione costruita sulle variazioni impreviste della vita quotidiana.
Esempio 3 – L’incontro casuale
Fotografare solo ciò che si incontra camminando, senza fermarsi e senza cercare un soggetto specifico. L’attenzione si sposta sull’incontro inatteso: dettagli, situazioni, persone o scene che emergono durante il percorso. In questo caso la casualità nasce dall’apertura dello sguardo verso ciò che accade lungo il cammino.

I quattro incontri successivi si svolgono online su Zoom.

Durante queste sessioni ogni partecipante presenta l’evoluzione del proprio progetto fotografico.
Il ruolo del docente è quello di:
• accompagnare lo sviluppo dei progetti
• aiutare i partecipanti a riconoscere le potenzialità narrative del tema scelto e delle immagini prodotte
• orientare le scelte fotografiche e di editing
• sostenere ogni autore nel trovare il registro più coerente con il proprio lavoro

Il percorso non è quindi basato su esercizi identici per tutti, ma su un processo di sviluppo individuale dei progetti.

Esito del workshop
Al termine del percorso è prevista una mostra fotografica finale in cui ogni partecipante presenta il proprio progetto sul tema della casualità. La mostra rappresenta il momento conclusivo del lavoro svolto durante il corso e permette di condividere con il pubblico i diversi modi in cui il caso può diventare materia narrativa e fotografica.

Metodo di lavoro
Il workshop si basa sull’idea che il nostro modo di osservare la realtà sia influenzato da alcuni automatismi percettivi. In particolare il percorso invita i partecipanti a riflettere su quattro passaggi che spesso determinano il modo in cui attribuiamo valore a ciò che vediamo:

1. Aspettativa – ciò che pensiamo di dover trovare
2. Controllo – il tentativo di riportare la realtà dentro i nostri schemi
3. Giudizio – il filtro con cui decidiamo rapidamente cosa ha valore e cosa no
4. Validazione – il bisogno di conferma nello sguardo degli altri

Questi elementi non vengono affrontati come lezioni teoriche, ma emergono progressivamente attraverso l’esperienza fotografica e il confronto sui progetti personali. Il tema della casualità diventa così un terreno concreto per osservare come questi meccanismi influenzino il nostro sguardo e le nostre decisioni fotografiche. Questo workshop propone un’esperienza che utilizza la fotografia come strumento per esplorare un tema universale: il rapporto tra ciò che ci aspettiamo e ciò che realmente accade. Attraverso lo sviluppo di progetti personali e un accompagnamento critico durante il processo creativo, i partecipanti vengono guidati a riconoscere come spesso il valore e le possibilità emergano proprio dove le aspettative iniziali non ci permettevano di vedere. Il lavoro sulla casualità diventa così un modo per aprire nuove possibilità narrative e per sviluppare uno sguardo più attento e disponibile verso ciò che accade.

Modulo di iscrizione

©Giorgio Cosulich

Il docente

Giorgio Cosulich

Fotografo professionista da oltre venticinque anni. Dopo aver lavorato a lungo nel fotogiornalismo e nel reportage, collaborando con testate internazionali come Time, Newsweek, The Guardian, The New York Times, Vanity Fair, Los Angeles Times e The Washington Post, il suo lavoro si è progressivamente orientato verso l’esplorazione degli aspetti sociali e umanistici del vivere contemporaneo. Nel corso della sua carriera ha realizzato reportage e progetti fotografici in diversi contesti internazionali, collaborando anche con aziende come Esso, Shell, Nike, Alitalia e Saatchi & Saatchi. Le sue fotografie sono state esposte in Italia e all’estero e presentate in diversi festival fotografici internazionali. Accanto all’attività fotografica porta avanti da anni un intenso lavoro nella formazione e nella didattica, conducendo workshop e percorsi dedicati allo sviluppo di progetti fotografici e alla costruzione di uno sguardo consapevole sulle immagini. È rappresentato a livello globale dall’agenzia Getty Images.